caro diario,
oggi niente scuola, ne per me, ne per i miei compagni, ne per tutti gli studenti della mia regione, e neanche lavoro, perchè oggi è la festa regionale,e si chiude tutto, dovrei essere felice, tutti gli studenti sono contenti quando non c'è scuola, invece io no, perché andare a scuola è l'unico modo per vedere Francesco, invece stando a casa non l'ho visto, oggi non ho visto nessuno, un giorno pieno di solitudine, i miei a lavoro, gli ospedali non chiudono per le feste, e sfortunatamente oggi lavoravano entrambi, mia sorella a casa di una sua compagna e io solo,a casa, con un tempo di merda, che non fa altro che rinfacciarmi la solitudine.....a proposito della solitudine una volta mio padre mi disse:''io ho paura di rimanere solo, ho paura della solitudine, ho paura che un giorno tu e tua sorella andiate via, e tua mamma mi abbandoni, voglio morire prima io di lei, perchè non credo che ce la farei se lei mi abbandonasse e se voi mi abbandonaste, non voglio finire in uno ospizio abbandonato da tutti, promettimi che se mai dovessi diventare un vecchio decrepito non mi porterai in un posto del genere ma mi lascerai a casa mia e ogni tanto verrai a trovarmi?''
io con un sorriso più grande della mia faccia gli dissi:''non troverei mai il coraggio di lasciare l'uomo che mi ha cresciuto in un posto del genere, stai tranquillo non sarai mai solo''....avevo circa 10 anni allora, e sinceramente non capivo cosa vuol dire veramente rimanere soli.....oggi ripensando alle parole di mio padre capisco cosa intendeva, capisco ciò che mi voleva comunicare, capisco che ha ragione la solitudine è una cosa bruttissima, sentirsi soli, e come sentirsi persi nel vuoto, e come sentirsi abbandonato da tutti, e lo capisco adesso perchè praticamente è quello che sto vivendo io, io sono solo, le persone non conoscono me, conoscono una barriera che uso per proteggermi, conoscono un falso, un'imitazione tra virgolette ''perfezionata'', un facsimile, loro non conoscono il vero me, ciò che sono, anche il mio migliore amico, anche mia madre, mio padre, vivono la loro vita con un ragazzo finto, la vita che gli altri conoscono di me non è altro che una pioggia di bugie, ma uso queste bugie per proteggermi dalle critiche, queste bugie sono come uno scudo, mi proteggono dalla società e dalla crudeltà dell'uomo che non ha rispetto per nessuno.
Ma come tutte le barriere, come tutti gli scudi, come tutte le protezioni, anche la mia è destinata a rompersi, come è successo oggi, ogni volta che sono a casa da solo posso mettere da parte il mio scudo e vivere normalmente, oggi dopo pranzo andai in camera e cominciai a studiare, mentre leggevo una pagina di biologia, cominciai a piangere , mi alzai e mi misi sul divano, abbracciai un cuscino e cominciai a piangere, piansi un sacco, le lacrime scendevano abbondantemente sul mio viso, come l'abbondanza di bugie che mi protegge dalla società, piansi pensando alle persone che mi stanno vicino ma che in realtà non mi conoscono affatto, piansi pensando a Francesco, pensando che mai lo avrei potuto avere per me, piansi pensando che a lui ci tengo molto, e piansi pensando che forse sarebbe andato via da me se sapesse che sono gay, piansi pensando che il destino non mi porta nulla di buono per ora, piansi pensando che il destino non mi porta nessuno che può aiutarmi, piansi pensando che sono solo,e l'ultima lacrima scese pensando alle parole di mio padre, cioè che la solitudine è una cosa bruttissima...e anche l'ultima lacrima scese sul mio volto, solleticandomi lievemente la guancia, aprii gli occhi ancora un po' impastati dalle lacrime e vidi la mia stanza, vuota, sola, triste, nulla, niente che potesse farmi sentire bene, e capii che piangendo non si risolve niente.
Mi asciugai la faccia, mi soffiai il naso, e pensai:''basta deprimersi, è ora di guardare avanti'', avrei dovuto studiare, ma dovevo mettermi in forze, e non penso esista ottimo rimedio come la musica e la nutella, in grado di tirarti su di morale in qualsiasi situazione , quindi collegai il mio iphone alle casse, alzai il volume al massimo, misi ''Gente che spera'' degli Articolo 31, presi il barattolo di nutella, il cucchiaio, e mi diedi alla pazza gioiaaaa =)
la giornata passò lentamente, non feci nulla di particolare, guardai la tv, giocai al pc, feci un giro su Facebook, giocai ad Halo 4 e poi basta, insomma molto monotona come giornata...
adesso, caro diario, mentre scrivo questa pagina mi rendo conto che oggi piangere mi ha fatto bene, è stato come uno sfogo e credo che ogni tanto è importante sfogarsi, di solito quando le persone si sfogano lo fanno con altre persone, io invece lo faccio con il mio adorato cuscino...ma comunque ora vado a letto ti saluto, ti lascio con una frase della canzone che ho ascoltato oggi:
quando cadi e ti rialzi com'è?
quando piangi e ti domandi il perché?
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